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Negli ultimi dieci anni l'Italia ha perso 140.000 attività commerciali e oggi 1.100 Comuni non dispongono più nemmeno di un negozio di alimentari. La chiusura delle
serrande non è solo un fatto economico: è meno vita nelle strade, meno sicurezza, meno servizi per i cittadini che non guidano.
Per questo Confesercenti ha promosso “Il Battito della Città”, una legge di iniziativa popolare che mette il commercio di prossimità al centro delle politiche territoriali: un piano nazionale contro la desertificazione commerciale, misure fiscali a sostegno dei negozi, regole più eque verso le grandi piattaforme, un Fondo dedicato e un Osservatorio nazionale.
Le imprese di prossimità rappresentano un valore economico, sociale e civile per le comunità. Non sono soltanto attività produttive: rendono le città più vive, accessibili, accoglienti e sicure, contribuendo ogni giorno alla qualità della vita nei territori.
Dove c’è un’impresa di prossimità, c’è un presidio sociale: una vetrina accesa, una strada più frequentata, un servizio vicino alle persone, un punto di riferimento per residenti, famiglie, anziani, giovani e visitatori.
Nel complesso, commercio, turismo e ristorazione danno lavoro a circa 5 milioni di occupati. Solo i piccoli esercizi di questi settori versano ogni anno 4 miliardi di euro di imposte locali e altri 4 miliardi di euro di Irpef: una cifra pari a quasi venti volte il gettito della web tax, stimato in circa 450 milioni di euro.
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Ultimo aggiornamento: 07-08-2026, 13:03

